Le origini

Dalle prime sezioni all'Unione

Il 29 aprile 1958, al Ristorante Piccadilly di Lugano, i capiservizio e i maître d'hôtel fondano la prima associazione professionale, su basi amicali, con lo scopo di promuovere la professione e salvaguardarne la reputazione. La parola «Unione» viene scelta per trasmettere lo spirito di solidarietà e cameratismo tra i membri.

La nostra storia

Un cammino iniziato nel 1958

Il 29 aprile 1958 rappresenta una data importante nella storia della USMH e del mondo della ristorazione: i maître d'hôtel e i capi servizio di Lugano si ritrovano al Ristorante Piccadilly e creano un'associazione professionale, fondata su una base amicale, con l'unico scopo di promuovere la professione e di salvaguardarne la reputazione. Il primo regolamento fu redatto e in seguito divenne lo statuto dell'associazione. Il firmatario del rapporto di fondazione fu Jean Marty dell'Hôtel Palace di Lugano, che fu anche il primo presidente per la durata di 14 anni.

Lo sviluppo dell'Union des Maîtres d'Hôtel fu rapido e si arricchì di molti nomi di rilievo. Nel 1961 Giuseppe Bonini entra nell'associazione e si rivelerà un abile organizzatore e guida; nella sua scia apparvero anche Felix Grimaud e René Staub. Il 15 marzo dello stesso anno furono stampati i primi esemplari di statuti. L'associazione contava già una trentina di membri attivi, ma anche persone importanti del mondo della ristorazione svizzera divennero soci e membri simpatizzanti. Fu un gesto di fiducia e di piena collaborazione che permise di indirizzare, verso lo stesso obiettivo, membri attivi e membri simpatizzanti.

Alla fine degli anni Sessanta l'associazione prese definitivamente slancio, attirando le simpatie di grandi case del settore che riconobbero il ruolo del maître d'hôtel. Sull'esempio luganese nacquero le associazioni di Ginevra nel 1971, sotto la presidenza di Achille Peduzzi, e di Losanna nel 1972, fondata da Raymond Beney e Serge Bachmann. Nello stesso periodo, dopo 14 anni di presidenza, Jean Marty lasciò il testimone a Renato Toscani e fu acclamato presidente onorario; dal 1973 la rivista «Gastronomie & Tourisme», diffusa in tutta la Svizzera nelle tre lingue nazionali, divenne l'organo ufficiale dell'associazione.

Nel 1974 iniziarono i primi contatti tra le sezioni di Ticino, Ginevra e Losanna, e nemmeno il duro colpo del 1975 — la perdita degli averi sociali nel fallimento della Banca Weisscredit — fermò il cammino. Il 22 novembre 1976, a Sion, dopo un incontro preparatorio a Briga, le tre associazioni si unirono dando vita all'attuale USMH, con sede a Lugano e Renato Boscani primo presidente nazionale. Il 1° Congresso, a Lugano nel 1978 in occasione del 20° anniversario, suggellò l'unione fraterna dei maître d'hôtel svizzeri.

Gli anni Ottanta furono anni di piena espansione: ai congressi nazionali di Losanna (1981) e Ginevra (1982) si accompagnò la nascita delle sezioni di Basilea e Zurigo, seguite da Lucerna e, più tardi, da Berna e Vallese. Nel 1983, a Pully, furono consegnati i primi diplomi federali di maître d'hôtel — con Aldina Bonvin prima donna diplomata — e il 14 maggio 1984 la firma dell'accordo con l'Unione Helvetia diede nuovo prestigio alla professione: l'Unione contava ormai oltre 400 soci.

Ai grandi congressi di Lugano (1985) e Basilea (1988) si affiancò la «Coppa Bollinger», promossa insieme alla rivista «Gastronomie & Tourisme» per premiare il miglior maître d'hôtel dell'anno. Nel 1991, insieme ai colleghi di Italia, Germania e Francia, la USMH contribuì a fondare a Roma la UIMH, l'Unione Internazionale dei Maîtres d'Hôtel.

L'Associazione negli anni ha svolto un importante lavoro sul territorio per valorizzare la figura del maître o capo ristorazione, con importanti eventi che hanno coinvolto molti partner e istituzioni alberghiere e scolastiche.

Oggi l'USMH è in una fase di cambiamento e di evoluzione, e vuole essere ancora di più un punto di riferimento per tutti i professionisti del settore e per i giovani che per la prima volta si affacciano in questo mondo. Per noi il maître non è un esecutore, ma un interprete: della cucina, del vino, dell'ospite e del luogo.

Operiamo perché questa professione sia riconosciuta nel suo valore, sostenuta da una formazione rigorosa e aperta alle nuove generazioni, senza mai perdere il filo di una tradizione che attraversa tutte le regioni linguistiche della Svizzera.

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Il comitato Il Maître d'Hôtel